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La dieta, l'esercizio fisico e la terapia con metformina costituiscono i capisaldi della terapia. Rispetto al passato è oggi disponibile un'ampia gamma di farmaci che permette di personalizzare la terapia in funzione delle caratteristiche ed esigenze specifiche del singolo soggetto.
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Quando la metformina non è più sufficiente a mantenere un buon controllo delle glicemie, si deve aggiungere un secondo farmaco. La scelta dei farmaci possibili, in aggiunta alla metformina, è molto ampia e comprende sulfaniluree, glinidi, tiazolidinedioni, acarbose, agonisti del GLP-1 e inibitori della DPP-4.
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Tutti i farmaci sopraelencati hanno efficacia simile nel controllare i livelli di HbA1c. E’ però importante dire che bisogna scegliere sulla base delle glicemie domiciliari e delle eventuali altre patologie presenti.
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Inoltre, alcuni farmaci come le sulfaniluree, le glinidi e l'insulina pongono il paziente ad un maggiore rischio di ipoglicemie, rispetto ad altri farmaci che non stimolano la produzione di insulina dal pancreas, quali acarbose, tiazolidinedioni, agonisti del GLP-1 e inibitori della DPP-4.
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È auspicabile che l’HbA1c si mantenga al di sotto del 7%, possibilmente con farmaci che riducano al minimo il rischio di ipoglicemia (vedi punto precedente) e abbiano un impatto neutro o meglio ancora positivo sul peso corporeo (metformina, acarbose, inibitori dell’enzima DPP-4, agonisti del recettore per il GLP-1).
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