Di seguito vengono riportati alcuni consigli o piccole regole da rispettare per minimizzare il rischio di una grave crisi ipoglicemica e delle sue conseguenze, permettendoti di ottenere un miglioramento del tuo equilibrio metabolico.
Imparare a riconoscere una crisi ipoglicemica seguendo i consigli e i suggerimenti forniti dal proprio medico durante la visita (annotarseli nel diario o nell’agenda per evitare di dimenticarseli).
E’ importante parlare di un’eventuale crisi ipoglicemica sia in famiglia sia con il personale sanitario e con il medico.
Seguire la dieta stabilita insieme al proprio specialista sia nelle quantità che negli orari. In questo senso, gli errori più gravi vengono commessi dai bambini e/o ragazzi che dimenticano uno spuntino oppure non riescono a consumare tutti i piccoli pasti previsti.
In caso di gite o di attività fisica imprevista, va ridotta la dose insulinica sia prima che dopo. In caso di dubbio e per sapere di quanto ridurre meglio chiedere al proprio medico. L’entità della riduzione è soggettiva, va personalizzata in base al proprio allenamento fisico ed è diversa anche in base all’età. Un crisi ipoglicemica non si ha in genere durante l’esercizio fisico bensì dopo: per questo è importante ridurre la dose anche dopo l’attività fisica.
Eseguire regolarmente i controlli della glicemia in modo da evitare le ipoglicemie “annunciate” e prevedibili. Se temi un prossimo attacco, è meglio averne la conferma effettuando subito un test del sangue.
E’ importante individuare in anticipo (giorno per giorno) tutte le situazioni in cui si può essere a rischio di ipoglicemia (per es. quando si mangia di meno, si beve alcol, ci si trova in un ambiente surriscaldato, tipo bagno turco o sauna, si dovrà fare uno sforzo fisico maggiore del solito, si deve partire etc etc). Se pensi possa essere utile chiedi ad amici, familiari e colleghi di ricordarti di misurare la glicemia o di fare uno spuntino.
Ogni variazione della dose di insulina non deve avvenire in base a sensazioni ma in seguito a una misurazione oggettiva del valore della glicemia.
Portare sempre con sè ed assumere del cibo nelle ore considerate “a rischio”, per esempio una bustina di zucchero, un succo di frutta, caramelle al miele o tavolette di glucosio) che possono offrire un immediato sollievo. Latte e biscotti non sono l’ideale perché non vengono assorbiti rapidamente ma possono essere utili dopo la correzione iniziale.
Le bevande dietetiche contengono dolcificanti artificiali e quindi non sono utili in caso di ipoglicemia.
Il cioccolato non è adatto come fonte di zucchero perché è un carboidrato a rilascio lento.
Informare familiari, amici, colleghi e conoscenti in modo che in caso di necessità ci siano persone vicine che possano rendersi utili rapidamente e in modo consapevole conoscendo già quello che devono fare. In caso di ipoglicemia grave il diabetico non è lucido e può essere più difficile sapere come aiutarlo se non si è già parlato prima.
E’ sempre bene avere di scorta qualche siringa pre-riempita di glucagone (0,5 mg bambini più piccoli di 12 anni e 1 mg per bambini dai 12 anni in su e adulti) molto utile in caso di emergenza da iniettare nel braccio o nei glutei. E’ consigliabile tenere sempre a portata di mano le istruzioni ed eventuali consigli e informazioni ricevute dal medico, in modo che anche una terza persona possa rapidamente capire che cosa e come eseguire l’iniezione. Informarsi dal medico anche se il gucagone è indicato nel proprio caso.
Se si sta guidando e ci si rende conto di poter avere un episodio di ipoglicemia, è tassativo fermarsi e aspettare di stare meglio. In caso di persone anziane che ancora guidano è importante che siano sempre accompagnate.
Se l’ipoglicemia anche lieve si verifica in modo ricorrente, è molto importante parlarne con il personale sanitario e con il diabetologo del proprio team per discutere della correzione del trattamento o della dieta per prevenirla.