L'arteriografia rappresenta l'esame diagnostico per eccellenza per valutare lo stato di salute dei vasi periferici dell'arto inferiore e del piede, per la sua capacità di fornire informazioni sulla sede, la localizzazione, l’importanza delle stenosi (restringimenti vascolari) e le possibili opzioni terapeutiche.
Quando c'è l'indicazione a eseguire un’arteriografia, in genere il team medico-chirurgico consiglia l'approccio arterioso, perché è necessario visualizzare anche l'arcata plantare del piede e questo non è possibile con un approccio diverso di tipo venoso.
Prima di eseguire un'arteriografia, è opportuno che, attraverso metodologie preliminari, tipo ecocolordoppler, il team abbia un idea della situazione vascolare in modo che, durante l'esecuzione dell'arteriografia, sia possibile preventivare anche un intervento di angioplastica, e quindi evitare l'esecuzione di due arteriografie.
Questo tipo di approccio è utile anche per avere dal soggetto diabetico il consenso non solo per l'angiografia, ma anche per l'eventuale angioplastica.
L'arteriografia è indicata anche in caso di ulcera neuropatica che non migliori nell'arco di 30 giorni, nonostante sia stato instaurato un approccio terapeutico corretto.
L'arteriografia deve essere sempre effettuata in previsione di una amputazione, perché un'eventuale rivascolarizzazione può permettere di salvare l'arto.